Il progetto

FOODBIZ mira a promuovere l’acquisizione di abilità e competenze rilevanti relative all’occupabilità degli studenti dell’istruzione superiore attraverso il loro coinvolgimento attivo nelle attività di apprendimento della comunità. Questo permetterà loro a) di apprendere nel contesto; b) di stabilire legami con le imprese e gli altri stakeholders del territorio a cui l’università appartiene; c) di comprendere i punti di forza e le opportunità economiche del territorio in relazione al turismo agroalimentare; d) di riflettere sulle proprie competenze, motivazioni e ambizioni; e) di contribuire allo sviluppo della comunità e alla creazione di posti di lavoro. FOODBIZ sostiene quindi l’innovazione e la creatività degli studenti e di tutti gli attori coinvolti attraverso partnership regionali: il progetto mira a promuovere la co-creazione di conoscenze tra studenti, operatori economici, ricercatori/università, altri soggetti interessati e decisori politici per lo sviluppo locale nel campo del turismo agroalimentare.

Il contesto
Un recente policy brief pubblicato dalla Commissione Europea su “L’alimentazione e la gastronomia come elementi delle strategie regionali di innovazione” (Cavicchi e Ciampi-Stancova, 2016), sottolinea il ruolo che l’agricoltura e l’industria alberghiera possono avere per lo sviluppo sostenibile. Il settore agroalimentare rappresenta oggi 30 milioni di posti di lavoro (13,4% dell’occupazione totale) e il 3,5% del Valore Aggiunto Lordo totale nell’UE-28 (Eurostat 2014). Nel 2012, il Comitato economico e sociale europeo dell’Unione europea ha osservato che le filiere alimentari regionali e la fertilizzazione intersettoriale dei processi produttivi hanno un forte impatto sullo sviluppo locale. Numerose iniziative e progetti realizzati a livello locale e regionale confermano l’enorme potenziale del cibo per contribuire alla creazione di posti di lavoro, al benessere sociale e ai beni culturali e sanitari. Le strategie del turismo alimentare sono strumenti significativi di sviluppo regionale, in particolare per il potenziale effetto leva tra i prodotti dei due settori (Hall et al. 2005), e di conseguenza settori significativi per la creazione di nuove imprese e l’aumento dell’offerta di posti di lavoro. Anche il cibo fa parte del patrimonio culturale immateriale, come dichiarato dall’OMC (2012), in quanto parte integrante delle identità locali delle destinazioni.
Nonostante l’elevato potenziale e le politiche in atto per la valorizzazione del turismo agroalimentare e agroalimentare, l’attuazione si trova di fronte a problemi importanti, come il difficile dialogo tra attori eterogenei, che spesso hanno valori e interessi molto diversi; la mancanza di formazione e pianificazione aziendale, a causa del tempo limitato, delle finanze, del personale, delle competenze e dell’esperienza dei produttori alimentari e degli attori turistici locali (Verbole 2003; Saxena et al. 2007); la mancata corrispondenza tra i laureati in materie affini e le esigenze del settore.
Nell’ambito di un approccio socio ecologico, particolarmente rilevante nei settori in cui l’ambiente e la forza delle comunità svolgono un ruolo chiave per lo sviluppo locale, gli istituti di istruzione superiore potrebbero avviare e favorire processi di apprendimento comunitario, in particolare concentrandosi sul ruolo degli studenti.

La sfida
Gli studenti dell’istruzione superiore potrebbero essere attori chiave dell’innovazione e mediatori chiave tra ricerca, imprese e sviluppo locale: essi rappresentano la forza lavoro istruita del futuro e, per poter contribuire attivamente all’economia, dovrebbero acquisire competenze rilevanti per il mercato del lavoro. Tuttavia, oltre a ciò che le università sono abituate a fare (corsi sulle competenze trasversali, supporto allo sviluppo professionale e orientamento professionale, corsi sull’imprenditorialità, ecc.), esse devono innanzitutto comprendere e conoscere i propri contesti e le proprie comunità, relazionarsi con gli operatori economici, i responsabili politici e le altre parti interessate e creare sinergie con loro sin dagli anni di studio.

Il progetto
Il progetto mira a realizzare un’azione in cui gli studenti sono attivi nella comunità a cui appartengono durante gli anni di studio, portando in università la conoscenza della comunità e viceversa, e co-creando con altri attori, come pari, nuova conoscenza e innovazione. L’elemento chiave del progetto è quindi il concetto di co-creazione, che si realizza quando tutti i soggetti coinvolti stabiliscono un dialogo, una comprensione reciproca e obiettivi comuni.